Quando per mare partiva la Processione con Lucio Dalla a bordo del “Catarro”.

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 di Maria Teresa De Nittis

La Fama del Tempio e del culto di S. Maria di Tremiti, Regina del cielo e Stella del mare

Jacobilli, biografo della “Vita dei Santi “,  citando la Chronica di Tremiti, narra che la fama del Tempio accrebbe e pervenne ai popoli circonvicini per i tanti segni e prodigi che avvenivano per opera del Signore e della Vergine Maria, ragion per cui molti nobili fecero libero dono di possedimenti, ville e castelli a quella Chiesa, sicchè tutta l’Isola si chiamò Santa Maria di Tremiti che, successivamente nel 311 fu consacrata dal vescovo Almeraldo di Dragonara, al tempo di San Silvestro papa e di Costantino Magno imperatore e poi  privilegiata da indulgenze da vari sommi pontefici. Entro il perimetro della Chiesa fu poi fabbricata una fortezza e il monastero, nel quale partiti Eremiti e sacerdoti, dimorarono antichi monaci e poi i Monaci neri di San Benedetto. Dopo alcuni secoli i Monaci Cistercensi di San Bernardo sterminati dai pirati. Nel 1412 Papa Gregorio XII concesse il Monastero e le Isole e tutti i loro beni ai Canonici Regolari Lateranensi i quali ampliarono la Chiesa e il complesso abbaziale e consolidarono la fortezza. Già dal XVI sec. numerosi pellegrini, naviganti di popolazioni vicine, lontane e straniere, non solo per motivi di commercio e di momentanea sosta, ma spinti dalla devozione , si fermavano, prima, di proseguire il viaggio a visitare i luoghi di culto del Gargano: il  Santuario dell’Arcangelo Michele del Monte Gargano (sorto nel V sec., uno tra i più rinomati della cristianità, custodisce, tra l’altro, le pregevolissime Porte di bronzo fuse a Costantinopoli e la statua dell’arcangelo Michele attribuita al Sansovino, dell’anno 1507 in bianco marmo di Carrara) e S. Maria delle Grazie di Kàlena a Peschici (l’abbazia nel primo quarto del secolo XI fu donata dal vescovo Leone di Siponto all’abbazia di Tremiti e subito dopo fu presa sotto la tutela pontificia. Legata alla storia e ai possedimenti dell’abbazia di Tremiti, Kalena rimase soggetta a questa fino alla sua soppressione da parte dei Borboni nel 1783) quindi “facevano vela” per le isole Diomedee e si fermavano nell’abbazia di S. Nicola . In questi due monasteri, ricostruiti dai Canonici Regolari di S. Agostino adoravano la Beatissima Vergine, Gloriosa  Madre di Dio. In una relazione inviata al vicerè nel 1556, così scriveva l’Abate di Tremiti:”…sogliono il più delle volte ogni anno andare a visitare la Madonna e l’Isola più cavalieri e persone grandi e con esse portano servitori assai che alle volte sono più di 200, e per li mali tempi dimorano a mesi (A.M. Di Chiara, La Montecassino in mezzo al mare, p.47 )

Armando Petrucci, nel Codice Diplomatico narra dell’usanza di una grande festa di Ferragosto, durante la quale, come ancora oggi si suol fare, la statua lignea della Vergine veniva portata in processione intorno alle isole. In questa occasione, che rappresentava la più grande manifestazione religiosa dell’Abbazia tremitese, si riversavano nelle isole due e anche tre mila persone che si fermavano normalmente due giorni e, se il mare era agitato, anche di più: a tutti i Canonici Lateranensi fornivano cibo ed anche addistenza.

Nel settembre del 1923 pervenne all’indirizzo del Sac. Don Primiano Barbieri, Parroco delle Tremiti da Gasperina in provincia di Catanzaro una comunicazione scritta di festa religiosa della taumaturga Vergine dell’Assunta, venerata dal popolo col titolo di Madonna delle Tremiti da celebrarsi nei giorni 14-15 agosto. L’avviso era accompagnato da una lettera del Cav.Gregorio Pisani, membro del Comitato della festa.

Il culto di S. Maria della Protezione è giunto sino ai nostri giorni e continua con la celebrazione dell’Assunzione il 15 agosto. La statua della Madonna, negli anni ‘60, era ancora quella originale, veniva  installata a bordo di un motopeschereccio ( in cui prendevano posto il clero e le autorità) che compiva il giro delle isole, seguito da una lunga processione di battelli addobbati di fiori . Oggi, l’Immagine per la processione è sostituita dalla statua in gesso della Madonna di Middigradi  ovvero Santa Maria delle Grazie, posta nella cappella votiva a metà dei gradoni di salita delle due rampe, da cui attraverso l’imbarcatoio di S. Nicola, si arriva all’abitato. La processione intorno alle isole resta sempre un momento di grande suggestione per tremitesi e turisti anche se ha perduto purtroppo  il misticismo e la sua spiritualità di un tempo.In occasione di questa ricorrenza si svolge anche il rito commemorativo dei caduti del mare. Per la marineria dell’Adriatico le ricorrenze più sentite oltre a quella della Madonna, risultavano Natale, Pasqua rosa (Epifania), Pasqua di Resurrezione, Ascensione, Pentecoste, Sant’Antonio da Padova (13 giugno).

Estratto da: Maria Teresa De Nittis , La leggenda dell’Herimito di Foligno e le origini della devozione mariana sull’Isola di Tremiti . Appendice:  L’ambiente piacevolissimo dell’Isola di San Domino, paradiso di delizie e bosco sacro. 

Opuscolo di 60 pag. in gran parte ill. + segnalibro.- Ed. 1° a tiratura limitata.-  ISBN 979-12-210-1322-1                                                                            

Copyright: Fotografie di Maria Teresa De Nittis scattate durante le Processioni della Santa Patrona (anni 1994-2000).

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