’O pane“sereticcio” cuotto cu ll’ova.

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di Maria Teresa De Nittis

“’O pane cuotto”,  non è neanche una ricetta per me, è un piatto che fa parte della mia vita come il ricordo di mio padre, quando ero bambina, una bambina,per la verità, che mangiava molto poco! Lo preparava per me con un po’ di pane raffermo, perché “’o ppane nun se jetta, mai”, mi diceva serio , e lo mangiavamo insieme nelle lunghe e fredde sere d’inverno.Il pancotto, è uno dei capisaldi della cultura contadina garganica, i cui valori sono stati riscoperti negli ultimi anni, tanto da farne diventare un piatto d’elite, ma  è soprattutto un piatto della povertà napoletana dove “’O  ppane cuotto cu ll’ova” acquista, una nota di eleganza; ’o ppane sereticcio , che non è ancora definitivamente raffermo, ritorna polposo,sino a diventare una prelibatezza. Su una tavola napoletana l’incontro del pane e dell’uovo è il connubio di simboli mistici: la Madre Terra, la piena fecondità, il favore della fortuna. Dell’uomo assai ricco la lingua napoletana dice “è cchino comm’ all’uovo”, è pieno come un uovo, e non ci sono, nell’espressione, né invidia, né riserve mentali. Il tema della nobiltà dei miseri percorre tutta la letteratura napoletana: il testo sacro è “Miseria e nobiltà” di Scarpetta.  

Preparazione

1 fetta di pane” sereticcio”, a testa

1 uovo a testa

prezzemolo abbondante

sale

olio evo

acqua

Preparare una pentola capiente e inserire le fette di pane ” sereticcio”, nell’acqua fredda.
Lavare il prezzemolo e tritarlo, in maniera grossolana. Portare tutto a bollire a fiamma bassa e aggiungere il sale. Quando il pane raggiunge la consistenza desiderata spegnere e versare le uova mescolando delicatamente in modo da cuocerle, servire con un filo d’olio a crudo.

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