Contorni saporiti e nutrienti preziosi: i mitici lampasciuni, un’eccellenza P.A.T. pugliese e tremitese. La frittata tradizionale di lampasciuni e altre ricette.

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Etimologia: Muscari: [Asparagaceae] secondo alcuni autori deriva dal sanscrito mushka testicolo, per la forma dei bulbi, mentre altri lo fanno derivare dal greco moderno μοσχαρι moschàri giacinto a grappolo o dal greco classico μόσχος mòschos muschio, per l’odore di alcune specie di questo genere; secondo U. Quattrocchi da un nome turco registrato da Clusio nel 1583, comosum: da cóma chioma: munito di chioma, chiomato. Il muscari comosum era già noto a Egizi e Greci e nel I sec a.C. Il medico Galeno ne aveva riconosciuto le proprietà diuretiche, lassative e depurative. Oribasio, medico greco di Bisanzio, diede il nome ai bulbi in base alla loro forma: in latino “lampiadonis”, lampada. Molti medici dell’antichità ne esaltavano anche le proprietà afrodisiache. Queste ultime sono decantate anche da Ovidio e Plino il Vecchio che parlano di “bulbi di Megara” in grado di aumentare il desiderio amoroso. I Romani erano soliti offrirli durante i banchetti nuziali per augurare i suoi poteri agli sposi. La denominazione: Il lampascione è inserito nell’elenco dei P.A.T. (prodotti agroalimentari tradizionali italiani) di Puglia e Basilicata.

Ingredienti per la frittata di lampasciuni:

Uova 4

Lampascioni 300 g

Pecorino 30 g

Farina q.b.

Olio di oliva extravergine 2 cucchiai

Sale q.b.

Pepe q.b.

Preparazione:

Pulire i lampascioni, lavarli e praticare un taglio a croce alla base.
Lessarli in acqua salata
Sbattere le uova, incorporare formaggio, prezzemolo tritato, sale e pepe macinato.
Unire al composto i lampascioni cotti e schiacciati.
In una padella far scaldare a fuoco vivo qualche cucchiaio d’olio senza farlo fumare e versarvi il composto.
Dopo 1 minuto abbassare la fiamma e coprire.
Trascorsi 5 minuti controllare che la frittata sia ben dorata sotto, rivoltarla facendola cuocere dall’altra parte senza coperchio.
Servire tiepida.

Lampascioni sott’olio:

Ingredienti:
1 kg. di lampascioni
500 cl di aceto di vino bianco
500 cl di vino bianco secco
2 lt di acqua
pepe in grani
1 peperoncini piccanti
4 foglie di alloro
4 spicchi d’aglio
Olio extravergine d’oliva
Sale

Preparazione:

Lavare accuratamente i lampascioni, mondare e sbucciare  della prima buccia ,incidere un taglio a croce alla base. Lessare i lampascioni nell’ acqua salata, vino e aceto per 30/40 minuti, dipende dalla grandezza e dalla consistenza dei lampascioni .
In una capiente zuppiera versare i lampascioni e condire  con le foglie di alloro,l’aglio a spicchi,  il peperoncino a pezzetti pepe aggiustare di sale e condire con un po dolio, mescolare  e versare nei vasetti, riempire di olio fino all’orlo, chiudere i vasetti e sterilizzare in acqua bollente. Far raffreddare nella stessa acqua per qualche ora  e conservare.

Lampascioni fritti e vino cotto

Ingredienti:
400 gr. di lampascioni
olio extra vergine di oliva
un cucchiaio di vincotto

Preparazione:

Dopo aver pulito i lampascioni, lavateli ripetutamente. Per togliere l’eccesso di amaro meglio sarebbe lasciarli una notte intera in acqua fresca e il giorno dopo risciacquarli. Asciugateli e intaccateli in 4 parti. Immergeteli quindi in abbondante olio bollente lasciando durante la cottura, che si schiudano a forma di rosa. Scolateli per bene su fogli assorbenti. Serviteli caldi cosparsi con vin cotto.

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