Nel “cumulo di miserie materiali e morali” in cui riversavano la” popolazione… civile” e proscritti nelle colonie insulari di confino

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La missiva sulla cartolina postale pubblicata nel volume: M.T. DE NITTIS, la Memoria dello sguardo, Il Paesaggio delle Isole Tremiti,L’archivio fotografico di Marco Ferrara”, 2012, indirizzata al Dr. Vaccari Antonio Direttore Ospedale R. M. di Brindisi, scritta da [Don] Andrea Martini che sostituiva il Parroco delle Tremiti ricoverato nel medesimo Ospedale R. Militare per un intervento chirurgico è un’ulteriore testimonianza sulle difficoltà di catechesi dei religiosi durante il periodo di confino alle isole Tremiti. Dal repertorio dei parroci della Chiesa di S. Maria a Mare, risulta  Parroco dal 1902 D. Primiano Barbieri.  Si riporta la trascrizione del testo, che inizia dal retro della cartolina postale e continua a fronte.

“Carissimo Sig. Direttore, oggi appunto fa un mese da che partii da Brindisi per questo luogo… di villeggiatura. Manco male che mi trovo da me stesso le occupazioni. Ho fatto il Precetto Pasquale… in ritardo [a] molti marinai e soldati ed alla microscopica popolazione… civile; fo qualche lezione a marinai e borghesi; predico tutte le sere in Parrocchia; il giorno 27 farò la 1° Comunione ad una trentina di fanciulli e fanciulle. Ma devo io provvedere a tutto, essendovi qui nella popolazione un cumulo di miserie materiali e morali. Immagini che la popolazione ha origine da ex-coatti! Il Parroco mi ha scritto che si è operato felicemente. Voglio sperare che nella 1° quindicina di agosto faccia ritorno. – Voglia gradire i miei ossequi e compiacersi di ricordarmi ai carissimi dottori. Andrea Martini”. Nel “cumulo di miserie materiali e morali” in cui riversavano la” popolazione… civile” e proscritti nelle colonie insulari di confino, dobbiamo non dimenticare anche tante cause di dolore per malattia, quale ad esempio la tubercolosi tubercolosi, determinata da infezioni , per  promiscuità ed insufficiente alimentazione: 5 lire al giorno, penuria di vestiario e clima malsano a San Nicola e a Ventotene, non potevano fare altro che creare miseria e infermità. In questi casi, dopo opportuni accertamenti sanitari, veniva autorizzata l’erogazione di qualche lira in più al giorno per vitto e latte, assegnazione di qualche indumento a chi ne era rimasto assolutamente sprovvisto. Già i “coatti” della “colonia borbonica” del 1877  si lamentavano con il Governo per l’abbandono in cui riversavano. Alcuni riuscirono a scappare dalle isole: furono arrestati nei pressi di Serracapriola, lì dichiararono di non desiderare nel modo più assoluto di tornare nella stessa Colonia di Tremiti, perché la miseria e l’ozio , nel quale si viveva, li spaventava. Il medico militare, Vito Susca scrive nelle sue memorie “…mi allontano e già son presso a rientrare nel Padiglione, quando il suono di una campana mi si fa udire. Curioso, al primo, che capita, ne domando il significato: è l’ora della mazzetta, mi risponde. Resto nella pristina ignoranza: quel vocabolo semibarbaro mi riesce nuovo all’orecchio, insisto quindi per una spiegazione in proposito, la non si fa aspettare. E’ il coatto, mi si soggiunse, che va a riscuotere i suoi giornalieri cinquanta centesimi, è il sussidio che dal Governo gli si dà, perché non muoia di fame….Adunque dipende dal Governo il miglioramento morale e materiale degli abitanti liberi, e de’ coatti delle isole Tremiti, onde m’auguro, che quanto prima Sua Eccellenza il Presidente de’ Ministri, Avv. Francesco Crispi, da illustre giureconsulto, legislatore e sommo patriotto, qual è, voglia arrecarvi savi provvedimenti”.

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Galleria fotografica: Banchina di San Nicola set cinematografico: “Un mondo nuovo”, un film su  Altiero Spinelli.

Cartolina Postale – Sul retro: Timbro postale di Termoli –data 8 – 7- 1927.

Davanti: lato a sin., Prop. ris. V. Avola – lato des., Istantanea di P. Pischedda- nell’angolo des. Il marchio di Virgilio Alterocca – Terni. Viaggiata da Termoli a Brindisi.