Figlia d’arte e della posta: la cartolina illustrata.

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Negli ultimi decenni numerosi storici hanno fatto ricorso ad un uso sempre più ampio di testimonianze visive come prove storiche, quindi  anche cartoline illustrate al di là di un uso superficiale, hanno offerto chiavi di lettura per comprendere aspetti spesso sorprendenti, di eventi e di realtà politiche, sociali e culturali.

La prima cartolina del mondo venne emessa dall’amministrazione postale dell’impero

austro-ungarico il 1° aprile 1869. Si trattava di un cartoncino color avorio di 8,5×12,5 cm. di dimensione, da un lato (il “Recto”), in alto la scritta “Correspondenz-Karte”, l’aquila tricipite tricoronata e l’impronta in giallo del francobollo di due Kreuzer, tratto dalla sesta emissione, in basso lo spazio per l’indirizzo. L’altro lato(il “Verso”), era invece riservato per le comunicazioni del mittente. Nell’impero Austro-Ungarico si parlavano varie lingue oltre al tedesco, per questo vennero emesse cartoline bilingui nella quale alla dicitura in tedesco ne seguiva un’altra in boemo, ceco, polacco, russo, sloveno e italiano.

La vera invenzione della fotografia come procedimento di fabbricazione delle immagini per un consumo di massa a costi “irrisori”, sfruttava, e sfrutta, la qualità di un sale molto più economico dei sali d’argento, chiamato bicromato di potassio, anch’esso fotosensibile, però nel senso non di annerire per effetto della luce, bensì di indurire progressivamente. In questo modo si è potuti passare dai chiaroscuri dei normali negativi fotografici ai duromolli delle “fotoincisioni”.

Il primo sfruttamento della “fotoincisione” si ebbe proprio  nella cartolina illustrata, segnò infatti il passaggio dell’arte grafica del secondo ottocento: dall’incisione a tratteggio alla stampa policroma, alla fotografia, ai disegni litografici, agli acquarelli ; rappresentò una novità senza precedenti, consentì di inviare notizie per solo 2 centesimi contro i 10 di una cartolina postale e i 20 di una lettera. Se ne può far risalire l’origine al 1870 grazie all’idea del libraio Schwartz che, a corto di carta da lettera, pensò bene di utilizzare le cartoline postali sovra-stampandole con l’immagine di un artigliere, in seguito con altri motivi. Qualche anno dopo, nel 1875, diede alle stampe una serie di 25 cartoline di carattere patriottico. Il loro apparire segnò l’inizio di un nuovo modo di viaggiare,

di comunicare, annullando le distanze, con familiari, parenti e amici , testimoniando la propria presenza in “quel” determinato luogo, pieno di fascino e di mistero.

Infatti le prime cartoline esaltavano il mistero di ogni cosa. I loro disegnatori trasformavano sempre la realtà. E in questo senso la fotografia faticò parecchio ad entrarvi. Si può dire che la cartolina, ha rappresentato l’ultimo baluardo per gli illustratori prima di cedere definitivamente il campo ai fotografi.

La cartolina in Italia comparve il 1° gennaio 1874, successivamente iniziò ad affermarsi l’uso della cartolina illustrata . Dal 1897 al 1901 furono inviate il maggior numero di cartoline nel mondo.

 La prima cartolina commemorativa fu creata nel 1896 in occasione delle nozze del principe di Savoia di Napoli, futuro re Vittorio Emanuele III, con la principessa Elena di Montenegro , riportava sul fronte gli stemmi italo-montenegrini. Sul finire dell’Ottocento nascevano le prime mostre  e un collezionismo riservato soprattutto al ceto borghese che amava esibire album di cartoline giunte da ogni parte del mondo. Ai primi del Novecento, la cartolina illustrata viveva un momento magico, sollecitava la creatività degli artisti, era al centro dell’interesse di editori e tipografi, che stampavano cartoline illustrate delle città e  la pubblicità incominciava abilmente a sfruttarla comprendendone le potenzialità. Con il primo conflitto mondiale viene a frenarsi il momento di espansione dell’attività postale.

Nel primo dopoguerra si sviluppa la cartolina fotografica. Ma la vera fortuna della fotografia cresce con l’industrializzazione: Essa è figlia dei processi meccanici, primo fra tutti l’organizzazione postale con nuovi mezzi di trasporto, poi ovviamente la lavorazione con innovativi sistemi di riproduzione e di stampa. Solo alcuni editori, però sperimentarono le nuove soluzioni grafiche e tecniche di riproduzione. Con il fascismo, la cartolina illustrata viene destinata ad altro genere di messaggi e usata dalla propaganda politica. Dopo il secondo conflitto mondiale, l’educazione nazionale diventa una questione aperta e la fotografia sa cogliere questo bisogno di verità perché va a denunciare situazioni che nessuno pensava potessero esistere. La fotografia diventa alleata dei giornalisti e una nuova e promettente carriera è quella del fotogiornalista. La cartolina contemporaneamente acquisisce vantaggi nella documentazione di ambiente urbano, di paesaggi, bellezze naturalistiche, monumenti e opere d’arte in genere. Sarà proprio la cartolina fotografica ad incarnare all’inizio del secolo scorso lo spirito innovativo che si andava manifestando nel gusto, nell’arte, negli stili, nella moda e nel costume in genere. E non è un caso che la fotografia su cartolina appaia prima nelle nascenti località balneari per riprodurvi grandi alberghi e spiagge affollate di belle ragazze in costume.

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