Quando la diversità è un valore: I poeti del Gargano

0
222

di Maria Teresa De Nittis

 Rispetto al passato, la comunità parlante, su base nazionale, ha cambiato atteggiamento verso l’uso del dialetto. Non è più considerato una “variante” linguistica dei ceti bassi, nè simbolo di ignoranza, invece “rappresenta una risorsa comunicativa in più nel repertorio individuale, a disposizione accanto all’italiano, di cui servirsi quando occorre e specie in virtù del suo potenziale espressivo. Un arricchimento, insomma, e non più un impedimento.” ( Treccani.it M. Cerruti).

 Dal 2017 sono iscritta all’Albo dei Poeti del Gargano, grazie all’invito del dott. Franco Ferrara, Presidente del gruppo e curatore delle  Antologie degli autori dialettali; con loro ho voluto condividere il sentimento di appartenenza alle Tremiti, e valorizzarne  cultura e  storia. Conservare il dialetto significa preservare le nostre radici delle quali dobbiamo essere orgogliosi quando dalla regione andiamo alla Nazione, all’Europa, al mondo. Il dialetto è il veicolo della cultura delle nostre regioni. Questa si deposita particolarmente nelle parole. Le ’Antologie “Poeti del Gargano nei dialetti dei paesi le poesie”a cura di Franco Ferrara, Foggia: Grafiche Quadrifoglio,si presentano con l’elegante veste tipografica che richiama le coperte ottocentesche di opere letterarie; raccoglie 18 liriche di poeti del Gargano, autentiche “perle dialettali”, espressione,sì artistica ,ma di un grande amore per la propria terra,così grande che,nell’insieme,la raccolta diventa corale,”poesia ininterrotta”.Meritano un’attenzione particolare le presentazioni esaustive e istruttive sui dialetti garganici (“idiomi”) di Franco Ferrara, Antonio Del Vecchio,Angelo Capozzi e Geppe Inserra e la magistrale prefazione della prof.ssa Leonarda Crisetti.

13
16
15
14
13 16 15 14