La Sentinella del Castello – Il Cavaliere di San Nicolò – La Tagliata –

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E’ il Cavaliere di San Nicolò la Sentinella del Castello,  il torrione col suo maestoso sperone circolare e le pareti fondate sui ripidi roccioni, le feritoie per i moschettoni e i finestroni per i posti di colubrina, dominava i possibili accessi dalla parte N.E. dell’isola di S. Nicola, non occupata da fabbriche e da fortificazioni . Sulla facciata del torrione inespugnabile, incastonato nella roccia, uno dei tanti stemmi crociati dei benedettini. Sotto il torrione, in seguito, i Canonici avevano iniziato”una tagliata nel vivo sasso profondo che lo spicca dallo  scoglio di S. Nicolò” ma la tagliata non fu mai condotta a termine. Sul torrione, al posto della bandiera crociata dei Lateranensi, sventolavano, talvolta le bandierine semaforiche della R. Marina, nei giorni solenni invece il Tricolore. Dopo il Torrione di S. Nicolò e la tagliata, al di là della cinta di fortificazioni, si estende per oltre un chilometro una spianata deserta, detta un tempo prato asinario, perché si facevano pascolare gli asini. San Nicola, fortemente atrofizzata dai coatti che vivevano lì e coltivavano, è l’isola della pseudo-steppa e delle capre. Regno incontrastato di rettili, quali le lucertole sicule, i colubri neri  e i biacchi della varietà “carbonaria”. Fra il rosmarino e la mortella, qui sboccia l’alisso e la centaurea i cui profumi stemperano l’afrore della salsedine che è nell’aria, fra i fantasmi degli eroi omerici e la memoria  per i defunti, infatti tanti nostri cari tremitesi, riposano nell’ umilissimo camposanto, all’estemità dell’isola.Tutti i ricercatori che si sono occupati delle Tremiti, parlano di abbondante materiale archeologico : ritrovamenti di vasi, probabilmente suppellettile funeraria, selci ecc. Purtroppo questi reperti sono andati perduti.  Sul ciglio sud – est si trova la tomba attribuita a Diomede, l’eroe argivo, sepolto con il suo tesoro, scoperto da un eremita “per rivelazione della gloriosa Vergine Maria”; sono emerse gran quantità d’oro, molte teste ed ossa, “ et in uno avello una gran testa di corona d’oro coronata… che credessi essere stata di Diomede o di suo figlio”.

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