“Viento e fora”

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“Non si sposa con gli uomini la forza primordiale, che non si può spiegare. Possiamo limitarci soltanto ad osservarla .Quelle giornate ti rimangono dentro tutta la vita.

 Quel giorno c’era un’energia…celibe!”

 (da: dialogo con il fotografo Giovanni Marcone)

    Nell’arcipelago delle Tremiti e sul Gargano, domina il vento W.-NW (Ponente maestro) e il libeccio (S.W.) e i canali delle isole servono come ridossi o sottoventi. Spesso spirano i venti da nord e greco (N.E.) con bufere così violente che sulla costa di Caprara e di S.Domino,i frangenti si innalzano fino all’edificio del faro dirupato. “Viento e fora” come lo chiamano i tremitesi  quando si affacciano di vedetta dal “Montone” di San Nicola, è il vento che spira da fuori dal mare aperto, il “principale di tutte le correnti, il maestro della navigazione”.

Già nel suo libro “ Isole Tremiti-Cronache di un viaggio, 2023”, G.Marcone dedicava pagine suggestive del fortunale che si abbattè sulle isole l’11 agosto 1976 causando gravi danni alle imbarcazioni della piccola flotta peschereccia.

“ ‘O mare vo’ guardà l’ommo ‘n faccia” scriveva l’autore, suggestionato dalla furia potente del maestrale, che dalla banchina tracimata dalle onde, urlava rispetto e stracciava indomabile i fianchi marnosi di San Nicola e del Cretaccio.

 Di quel dedalo di nuvole cupe e di tramonti inediti, le fotografie di Giovanni Marcone lasciano il segno e catturano il fluère dell’istante dell’anima marina, silenziosa e troppo rumorosa di cui noi siamo solo spettatori vulnerabili, persi sul planare algido del gabbiano dentro l’orizzonte.

M.Teresa De Nittis

Galleria e lettura delle fotografie:

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  1. Banchina di San Nicola- Fortunale, 11 agosto 1976
  2. Foto scattata l’11 agosto 1976 dal moletto di San Nicola verso il Cretaccio a 10m dal ristorante “La Conchiglia” di Ciccillo Greco. Il Cretaccio è completamente sommerso dalla forte mareggiata causata dal maestrale a 40 nodi. Nella foto è ancora visibile uno dei tralicci di ferro a sostegno della conduttura elettrica che collegava San Domino-Cretaccio a San Nicola.Nella sua imperfezione questo scatto ha tutto il fascino di una fotostenopeica.
  3. 11 agosto 1976 – Ripresa del Cretaccio  a Ovest/Sud-Ovest di San Nicola,da un varco delle fortificazioni (da diapositiva a colori 6X6). Dove rompe e schiumeggia la prima onda riemergono gli spuntoni degli scogli della”Vecchia”. In lontananza s’intravede il tratto costiero Nord orientale dell’isola di San Domino (Punta del Diamante).
  4. 11 agosto 1976- La costa a dirupo di San Nicola battuta dal Maestrale. In lontananza s’intravede l’isola di Caprara.
  5. 1976-Accesso alla fortezza di San Nicola attraverso il portale cinquecentesco molto rimaneggiato. Nella foto s’intravede la garitta adibita da Duse a magazzino.  Attraversando il portale comincia la salita verso la torre del  “Cavaliere del Crocifisso”.La salizada scavata nella pietra è chiusa verso il mare da una muratura continua interrotta da feritoie.
  6. Bellissima foto  scattata sul bastione, detto del “Cannone”, così denominato in alcune stampe seicentesche,le cui postazioni di artiglieria insieme a quello della torre del ”Pennello” dominavano il porto. Difatti dal bastione si apre una visuale ampia sul mare e su San Domino.
  7. 1976- San Nicola-.Veduta della strada a scaloni,che collega il portale principale del castello; la costruzione dell’ex presidio fascista (oggi Ristorante “Il Torrione); i fabbricati dell’attuale centro abitativo dell’isola, datanti intorno al 1840, utilizzati come dormitori per i coatti ; il moderno stabile di tre piani, costruito nel 1956 dall’Ina-casa,in netto contrasto con le precedenti costruzioni. In fondo s’intravede il palazzotto del giudice borbonico,oggi restaurato e sede del Municipio delle isole Tremiti; una nave “alla fonda”,forse la cisterna per il rifornimento d’acqua potabile . Solo una fotografia in bianco e nero riesce a bloccare la percezione del tempo come in questo scatto fotografico. Non c’è superfluo, né distrazioni cromatiche, solo l’essenza del paesaggio povero, scheletrico ma emotivamente potente dell’isola in decadenza.
  8. 2023- San Nicola, Via degli Abati- Una foto degna di nota per la profonda metafora visiva con i contrasti della fotografia in bianco e nero . Scattata da Giovanni Marcone durante i recenti restauri della pavimentazione delle due vie principali dell’abitato di San Nicola, evidenziando in un cono di luce la messa in opera  della pietra o “ marmo di Apricena”, il pregiato materiale lapideo noto per la sua durezza e tonalità  calde. Cielo, nuvole, luce bianco e nero : la strada sembra incontrare il cielo.
  9. 2023- Panoramica ripresa serale dal Montone del lato est di San Domino con la nave (“Navigazione Libera del Golfo) in partenza. Nel sottostante terrazzamento: la marina di San Nicola e la moderna costruzione della caserma della Guardia di Finanza .Il panorama dal Montone è la solita ripresa, inflazionata dai visitatori, ma il bianco e nero a differenza dei colori onnipresenti enfatizza l’ essenza del paesaggio e lo trasforma in opera d’arte.
  10. 2023-Bonaccia! La foto scattata da San Nicola,è una vera e propria scultura visiva. In primo piano il pittoresco isolotto del Cretaccio che protegge dai venti del I e IV quadrante, e  la costa nord orientale di San Domino,alta e dirupata a picco sul mare, coronata di scogli a pani di zucchero. Grazie ai passaggi chiaroscurali attraverso toni di grigio, la foto è di una plasticità sorprendente, tridimensionale.