Hic et nunc

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Latitudine‎: ‎42°7’18″48 N Longitudine‎: ‎15°30’18″36 E

Chi non si è mai chiesto se sia nato prima l’uovo o la gallina? E quante volte, in fondo, ce lo siamo chiesto durante il corso di questa pandemia… se sia nato prima il virus o prima l’uomo. La risposta c’è, ovviamente, nascosta in modo semplice e leggibile in tutte le cose. Noi stessi siamo fatti di batteri e virus che combattono e si rigenerano secondo un’andatura di solito positiva. E tutto intorno a noi risponde a questa legge.
Dovremmo chiederci se sia nato prima l’uovo oppure le galline. Plurale! Qui sulle isole Tremiti siamo passati dalle parole ai fatti: isolati al cubo dal Covid19, in molti abbiamo avuto la stessa idea senza rendercene conto. Lo abbiamo capito quando dalla nave hanno cominciato a sbarcare galline.
Occorre che vi spieghi. Le Isole Tremiti, sature e soddisfatte della propria bellezza in estate come in inverno, accolgono una comunità di poche decine di abitanti come residenti fissi. Chiunque sia nato qui è perfettamente in grado di calare una lenza in acqua e tirare su un pesce per mangiare. Di scalare scarpate e scogli a qualunque età, per raccogliere capperi da usare in cucina o da vendere ai turisti. Di bacchiare le olive puntualmente ad ottobre. Di fare il vino. Di mungere una sola capra, con sapienza antica, per liberarla dal peso e nel frattempo regalare a tutti i vicini un latte miracoloso e ricotta calda a colazione. Ognuno è capace di fare il pane, la pasta, la pizza. Di coltivare qualunque cosa e vedere la Terra che gli risponde una, venti, cento volte di più benedicendo il sudore. Parlo soprattutto delle vecchie generazioni, a cui però quelle più giovani cominciano a voler rassomigliare. Grazie ad un solo orto qui mangiano quattro famiglie, senza esagerazioni. E così bar e ristoranti sono in grado di offrire delizie incredibili ai turisti. Mentre l’umanità rincorre la Natura creando orti sui giardini pensili di Milano, New York, Parigi e molte altre città, i tremitesi sono voluti andare ancora oltre.
Per un isolano sopravvivere è più nobile che vivere. Si tratta di celebrare uno stato liminale – di confine – che ti rende eterno perché sei parte della natura, da cui ricevi tutto non appena stendi una mano, e nulla se non la stendi. Devi avere rispetto del mare, del vento, della terra, del fuoco perché essi sono il tuo specchio: se ti ricorderai di essere solo una parte di questi elementi, seguirai le leggi e vivrai. Se vorrai dominarli, morirai insieme alle altre specie che ti circondano per un solo colpo di mare, di vento, uno smottamento o la scintilla di una sigaretta. Per un tremitese – come credo per qualunque isolano nel mondo – vivere è un fatto talmente viscerale che si gusta di più se partecipato attivamente come una danza e una lotta, che ti ricordano che sei dipendente dalla Natura. La sopravvivenza ti fa pensare, ti rende vivo, partecipe, saggio, libero nel senso più vero. Mai sprezzante: ogni isolano riconosce la vita dentro sé stesso e dentro sé stesso la celebra con fierezza e passione. Non si tratta di chiusura, orgoglio, ignoranza. Al contrario, proprio oggi è sapienza millenaria che decide di incontrare le città, l’arte, la tecnologia e le scienze quando e come vuole. È per questo motivo che i tremitesi hanno deciso di importare galline, ovaiole per la precisione. Sull’isola ce n’erano poche, ed ecco che tutti ne abbiamo presa qualcuna. Chi ha costruito pollaio green di ultima generazione, chi le lascia libere al pascolo. Perché? Ci mancavano forse le uova?
La risposta è no. La meravigliosa legge della sopravvivenza ha richiesto di usare il Covid per essere celebrata ancora meglio. Le galline ci ricordano che non nasce l’uovo se prima non arriva un gallo e se ancora prima un uomo non decide di fare loro spazio. E se prima ancora, a sua volta, quest’uomo non nasce davvero, come persona libera. Prima di tutti, c’è sempre la Natura. Prendiamo una gallina e riceviamo in dono un uovo, in un punto sperduto in mezzo al mare. Se impariamo a ricevere in dono, potremo liberarci dal dilemma di chi arriva per primo. Allora avremo tutte le risposte della vita, e forse anche la strada verso una nuova economia.

Flavia Murabito